La storia di Le Castella Dalle origini del mito ai giorni nostri

Ucciali, l'ultimo dei grandi corsari - 3

Anno: 1557 Luglio

Stato: In proprio
Avversario: Genova

Compare nelle acque della Liguria al comando di una piccola squadra, composta da una galea da 23 banchi, una di 22, una di 20 ed una galeotta; si presenta di fronte ad Oneglia, feudo dei Doria. Le guardie di Porto Maurizio sparano alcuni colpi di cannone e lo costringono ad allontanarsi. L'Occhiali si preoccuperà più tardi di fare sapere, tramite uno schiavo di Diano Marina che è stato riscattato su una nave nei giorni seguenti, di essere sbarcato nei pressi della località per errore: quasi a volersi scusare con Andrea Doria per l'affronto procuratogli. Approda a San Lorenzo; vi rimedia un magro bottino, perché il centro è in stato di abbandono.

Anno: 1558 Maggio

Stato: In proprio
Avversario: corsari

4 galee della sua squadra, con la galea bastarda del Dragut, assalgono nell'arcipelago greco il galeone di Vincenzo Cicala.

Anno: 1560 Febbraio

Stato: Impero Ottomano
Avversario: Spagna, Genova

Coadiuva il Dragut, attaccato in Djerba dal duca di Medinaceli, don Giovanni de la Cerda. Al comando di 2 galeotte, viene bloccato nel canale di Cantera dalle galee spagnole di Giovanni Andrea Doria. I nemici, tuttavia, non finalizzano l'azione preferendo, in un primo momento, dare la caccia a 2 navi mercantili. L'Occhiali sfugge alla cattura usando lo stesso stratagemma adottato anni prima dal Dragut nei confronti di Andrea Doria. Può così lasciare Djerba con le 2 galeotte e raggiungere Costantinopoli (Istanbul): consegna al gran visir l'appello lanciato dal Dragut, volto alla richiesta di urgenti soccorsi.

Anno: 1560 Aprile

Si rifà vivo nell'alto Tirreno. Effettua più sbarchi sulle coste sarde: i suoi uomini scendono sul lido di Corra, si dirigono su Narbolia e ne catturano quasi tutti gli abitanti dopo avere bloccato le uscite della località. Alcuni, tuttavia, riescono a sfuggire alla sorveglianza ed a avvertire i presidi dei centri vicini. I corsari sono così colti alla sprovvista mentre sono intenti al saccheggio. A fine mese, l'Occhiali naviga nelle acque corse alla testa di 10 navi. Cattura la galea genovese "Lomellina"; punta sulle coste liguri.

Anno: 1560 Maggio

Rientra, successivamente, sulle coste africane e si collega con la flotta di Piali Pascià. Con Kara Mustafa e Kara Borno sale su un caicco per ispezionare la flotta nemica ferma nel porto di Djerba; i tre corsari vedono come la confusione imperi nelle file nemiche e consigliano l'ammiraglio al combattimento. L'Occhiali prende parte alla battaglia di Djerba; all'avanguardia della flotta, attacca le squadre spagnole. Si scontra con il cavaliere di Malta Gil d'Andrade; sono conquistate 4 galee ai genovesi di Giovanni Andrea Doria, 2 ai pontifici, 5 ai napoletani, 2 ai siciliani, una ai Grimaldi di Monaco, una al marchese di Terranuova, 2 ai fiorentini, una ad Antonio Doria, una ai dei Mari. Un'altra, pure di proprietà del marchese di Terranuova, viene data alle fiamme dallo stesso signore dopo che si è incagliata. Gli ottomani si impossessano, parimenti, di 14 vascelli. 1000 sono gli annegati fra gli alleati; 5000 prigionieri sono fatti schiavi. Gli uomini dell'Occhiali sul lido si mettono alla caccia dei fuggiaschi.

Per quattro anni sarà osservabile sulla spiaggia un cumulo di ossa, la cosiddetta Torre dei Crani, eretta a ricordo della vittoria musulmana su imperiali e genovesi. Con la vittoria, Occhiali ritorna nelle acque liguri: sbarca sulla spiaggia di Piano della Foce, s'inoltra all'interno, desola Lingueglietta, Civezza e Cipressa con un'azione prolungata che gli procurerà un ricco bottino e molti schiavi.

segue »

Meteo e mare

Commenti

La voce dei cittadini e dei visitatori

» Leggi tutti i commenti

» Contattaci