La storia di Le Castella Dalle origini del mito ai giorni nostri

Ucciali, l'ultimo dei grandi corsari - 4

Anno: 1560 Giugno

Stato: In proprio
Avversario: Duca Savoia Genova Toscana

Si attarda per depredare anche Santo Stefano e Riva, distruggendo le barche scese a tale scalo per caricarvi del vino. Alla testa di 9 fuste, tocca Taggia e Roccabruna (Rochebrune); in uno sbarco a Sant'Ospizio, nei pressi di Villafranca (Villefranche), gli viene contro Guido Piovene con 30 uomini e 25 archibugieri a cavallo. Busto di UccialiTali uomini vengono messi in fuga con facilità; il corsaro è sul punto di catturare il duca di Savoia Emanuele Filiberto sbarcato da una galea con Andrea Provana nella rada di Villafranca. Circa 40 archibugieri e vari gentiluomini sabaudi rimangono uccisi; alcune decine sono catturati e condotti sul lido per essere imbarcati sulle galee. L'Occhiali fa sapere al duca che, se vuole riscattare i prigionieri, gli deve riconoscere una taglia di 12000 scudi (300 scudi per ogni nobile e 100 per ogni soldato). Quest'ultimo accetta; prima di restituire le prede, l'Occhiali esige che sia soddidfatta un'altra sua pretesa, quella di avere un incontro privato con la moglie del duca, Margherita, figlia del re di Francia Francesco I. Emanuele Filiberto non è nella condizione di opporsi; al momento del convegno la duchessa fa apparire con le sue vesti la propria dama d'onore, la fiorentina Maria di Gondi, vedova di un francese.

Gli storici sabaudi tratteranno la vicenda evidenziando l'aspetto della beffa, anziché quello umiliante della resa. L'Occhiali, di seguito, attacca e depreda Voltri, Cogoleto ed altre località della Riviera di Ponente; in quella di Levante compie un'incursione a Bonassola, nel corso della quale sono fatte prigioniere 40 persone, tra le quali alcuni abitanti di Levanto accorsi in aiuto della località. Nel viaggio di ritorno ad Algeri, si imbatte tra le isole dell'arcipelago toscano in 3 galee del granduca di Toscana. Queste cercano scampo fuggendo verso la Corsica: una riesce a disimpegnarsi; le altre due si fracassano sugli scogli del litorale di quell'isola e gli equipaggi sono fatti prigionieri.

Anno: 1561 Marzo

Stato: In proprio
Avversario: Spagna

Al comando di 3 galeotte cattura presso l'isola di Marettimo Vincenzo Cicala e Luigi Osorio, che sono condotti a Tripoli.

Anno: 1561 Maggio

Stato: In proprio
Avversario: Spagna, Genova

Salpa da Algeri alla testa di 22 galee; punta sulle Baleari e da qui si dirige su Soller, posta al centro di una valle circondata da monti. Segue lo sbarco sulla spiaggia di Las Puntas: viene dato l'allarme all'interno della cittadina da uno schiavo. Mentre una parte dei corsari tiene impegnati i difensori sulla costa, altri proseguono lungo un torrente per cogliere gli avversari alle spalle in punti meno protetti. La riscontrata difesa, tuttavia, è tale da convincere gli attaccanti a ritirarsi abbandonando sulla spiaggia il bottino ed i prigionieri. A fine mese, l'Occhiali è segnalato sulle coste liguri con 10 galee, all'altezza di Capo del Monte.

Anno: 1561 Giugno

E' avvistato con 40 navi al largo di Noli. 17 suoi legni assalgono 2 navi da carico genovesi nelle acque antistanti San Remo. Scende a terra nelle vicinanze di Riva; una parte dei suoi uomini procede in direzione di Taggia, i rimanenti corsari puntano, invece, verso l'interno. Il primo gruppo, constatata la volontà di resistenza degli abitanti, si ricongiunge con i compagni in marcia ai danni dei paesi finitimi. Guidati da tre rinnegati del posto, i corsari depredano prima Castellano, feudo di Iacopo Mario Spinola, vi catturano una ventina di persone e ne uccidono 3; muovono poi contro Pompeiana, Pietrabruna, Boscomare, Riva e Santo Stefano lasciate deserte dagli abitanti. L'Occhiali riprende il mare e si sposta verso ponente. Allontanato da San remo dai colpi di cannone della fortezza, approda nei pressi della città. Assale la Colla, i cui residenti si salvano asserragliandosi nella torre del paese. In mare va a vuoto un tentativo di abbordaggio di una barca, i cui marinai fanno in tempo a rifugiarsi sulla spiaggia di San Remo. A fine mese si accosta al lido di Bordighera.

Anno: 1562

Il sultano lo nomina capo della guardia di Alessandria (Al Iskandariyah) e comandante della nave ammiraglia. Durante una corsa nelle acque della Calabria, getta l'ancora di fronte al villaggio che gli ha dato i natali; promette salva la vita a quei pescatori che gli permettano di riabbracciare la madre. Secondo la leggenda, l'anziana donna rinuncia ai suoi doni e rifiuta di considerarlo come figlio a causa della sua abiura.

Anno: 1563

Stato: In proprio
Avversario: Genova

Salpa da Algeri con 16 navi; assale una località della Corsica e vi fa prigionieri una ventina di persone.

segue »

Meteo e mare

Commenti

La voce dei cittadini e dei visitatori

» Leggi tutti i commenti

» Contattaci