La storia di Le Castella Dalle origini del mito ai giorni nostri

Ucciali, l'ultimo dei grandi corsari - 7

Anno: 1569 Ottobre

Stato: Algeri
Avversario: Tunisi, Spagna

Fa uscire i suoi corsari ed i giannizzeri da Algeri con 10 pezzi di artiglieria, guida l'esercito via terra ed assale Tunisi, controllata dagli spagnoli e dal re Muley Hamida. Mentre marcia verso tale città lungo la costa nordafricana, oltre 1000 irregolari berberi scendono dalla Cabilia per unirsi con le sue truppe. Il re abbandona Tunisi e ripara alla Goletta con i suoi tesori ed i suoi seguaci.

Anno: 1569 Dicembre

Attacca Tunisi al comando di 5000/6000 fanti tra giannizzeri e mori.

Anno: 1570 Gennaio

Conquista Tunisi dopo una breve campagna. Irrompe nella città per una condotta sotterranea; assedia La Goletta per terra e dalla laguna. Trasforma Tunisi in una base corsara al comando di un sardo rinnegato, Cayto Ramadan.

Anno: 1570 Primavera

Appoggia blandamente la rivolta dei moriscos, che si sono rifugiati sulle montagne di Granada; invia in loro aiuto 8 galee e 400 archibugieri (in realtà criminali rilasciati dalla prigione dietro la promessa di combattere nelle Alpujarras). Viene contattato da un compaesano, per conto del re di Spagna Filippo II, affinché non presti più soccorso ai ribelli: l'Occhiali prende il denaro che gli viene offerto. In cambio della diserzione gli è proposto un marchesato in Calabvria: rifiuta. Sembra più probabile che a distoglierlo dall'impresa sia stata, soprattutto, la contemporanea notizia che don Giovanni d'Austria si sta preparando a portare la guerra in Levante.

Anno: 1570 Giugno

Si trova a Djerba ed a Tripoli con 7 galee e 12 galeotte da 22 e 23 banchi ciascuna.

Anno: 1570 Luglio

In navigazione nei pressi della costa siciliana con 19 vascelli, si imbatte in 4 grandi galee dei cavalieri dell'ordine gerosolomitano. In un primo momento teme qualche imboscata, in quanto pensa che tali galee non siano altro che l'avanguardia della flotta cristiana di Giovanni Andrea Doria. Cattura una fregata e si convince come non vi sia alcun pericolo del genere. Dà l'ordine di attacco; insegue la capitana, sulla quale si trova imbarcato il Saint-Clement e la galea "San Giovanni" con 12 navi, mentre le altre 7 stanno alle costole delle altre 2 galee, la patrona "Santa Maria delle Vittorie" e la "Sant'Anna" , che, alla sua vista, si sono immediatamente date alla fuga. La "Sant'Anna" è abbordata dopo quattro ore di scontro da Kara Peri, da Kara Ogia e da Deli Memi, coadiuvati da altri 2 vascelli; l'Occhiali si impadronisce senza contrasto della "San Giovanni"; la capitana, tallonata dal Kara Ogia, va ad incagliarsi vicino alla torre di Montechiaro: abbandonata dal Saint-Clement, viene presa dallo stesso Kara Ogia; solo la galea patrona riesce a salvarsi con la fuga. 80 cavalieri di Malta sono uccisi o fatti schiavi.

Con la vittoria, l'Occhiali spedisce una galeotta a Costantinopoli per informare il gran visir della vittoria; manda, inoltre, la "Sant'Anna" con 2 cavalieri a bordo in dono al sultano Selim. Fa curare i cavalieri ed i soldati feriti della "Sant'Anna" e li lascia liberi dopo avere donato a ciascuno molti aspri; se la prende, al contrario, con la statua di San Giovanni Battista, che recupera sulla poppa della nave da lui conquistata, e la fa sospendere con i piedi in alto ad una porta d'Algeri. Tratta da codardi i membri dell'equipaggio di tale galea; due giovani cavalieri francesi rinnegheranno la loro fede per divenire musulmani.

Anno: 1571 Inizio

I giannizzeri si ribellano alla sua autorità. Fa armare in segreto quante più navi possibile (dopo avervi fatto trasportare i suoi beni) e si prepara a salpare da Algeri a loro insaputa.

Anno: 1571 Aprile

Stato: Impero Ottomano
Avversario: Spagna, Venezia, Chiesa, Malta

Parte da Algeri alla testa di una squadra di galee corsare leggere e manovrabili, appoggiate da piccole galeotte in grado di operare sotto costa. Con il Kara Ogia viene respinto da Epidauro.

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