La storia di Le Castella Dalle origini del mito ai giorni nostri

Ucciali, l'ultimo dei grandi corsari - 9

Anno: 1572 Agosto

Si ferma di fronte a Capo Maleo, tra l'isola di Cerigo e quella dei Cervi. Devasta Cerigo ed inizia a danneggiare le coste di Candia; con l'arrivo della flotta di Marcantonio Colonna si ritira a Malvasia (Monemvasia); non cerca il confronto con gli avversari. Giunge la notte, fa sparare dalle sue navi tutti i pezzi di artiglieria che ha a disposizione a salve. Essi generano una cortina fumogena; fa fermare alcune sue fregate con le luci accese per attirare gli avversari, mentre egli con il resto della flotta cambia direzione e si disimpegna. Si avvia verso Capo Matapan (Akra Tainaron): una nave veneziana si dirige sulla flotta turca scambiandola per quella della lega. L'Occhiali le invia contro 12 galee; il Colonna manda in soccorso del legno veneziano 4 galee. Avviene lo scontro navale: l'Occhiali ripiega con 5 galee turche affondate e con altre 7 che sono messe fuori combattimento. Don Giovanni d'Austria organizza una specie di sceneggiata, per la quale vorrebbe fare credere che le sue navi sono pronte in qualsiasi momento a lanciarsi sulle tracce dell'ammiraglio ottomano, mentre, nella realtà, si muovono con una lentezza tale che è loro impossibile raggiungere gli avversari.

Anno: 1572 Settembre

L'Occhiali staziona a Modone (Methoni), dove inferiore di forze, per non essere attaccato, fa piantare molti pezzi di artiglieria sopra un piccolo scoglio e ne colloca molti altri sopra una collina che domina il porto. Può in tal modo continuare nella sua politica temporeggiatrice, mentre il Colonna si impegna in vani tentativi su Corone (Koroni) e Navarino (Pilos). Soccorre quest'ultima località, la vettovaglia e la rifornisce di soldati; ne trasferisce vecchi, donne e bambini.

Anno: 1572 Ottobre

Una sua squadra insegue una galea veneziana che, carica di vettovaglie, naviga isolata da Zante verso il golfo di Navarino. Intervengono alcuni legni della flotta cristiana ed i turchi rientrano nel medesimo porto. Con il ritiro degli avversari da Navarino, l'Occhiali rientra a Modone.
Sempre nell'anno è nuovamente contattato dagli spagnoli per una sua eventuale diserzione: l' Occhiali chiede di più e vuol diventare principe di Salerno. A Costantinopoli, in effetti, Piali Pascià ed il visir Mehemet Pascià si sono lamentati con il sultano per essere stati abbandonati dalla flotta dell'Occhiali nei pressi di Corfù: il sultano, che lo stima, difende il suo operato.

Anno: 1573 Agosto

Si trova nel porto di Navarino. Utilizza le ciurme delle galee per costruire sull'imboccatura dello scalo un forte castello a sua difesa. L'armata spagnola di don Giovanni d'Austria, rimane ferma a Messina, non si muove per impedire l'effettuazione di tali lavori.

Anno: 1573 Ottobre Novembre

Stato: Algeri
Avversario: Spagna

Attaccato da don Giovanni d'Austria, si ritira senza combattere da Tunisi.

Anno: 1574

Stato: Impero Ottomano
Avversario: Spagna

Esce dai Dardanelli (Canakkale Bogazi) con la flotta ottomana (230 galee) ed intensifica la propria azione ai danni delle coste italiane. Sbarca in Calabria a Capo Stilo per rivedere il suo paese natale; scende ancora a terra presso Augusta, onde rifornirsi di vettovaglie e d'acqua ed a Licata. Le sue puntate offensive sono scoraggiate da forti contingenti di archibugieri a cavallo che battono la costa. Ritorna a Capo Passero, dà la fonda a Cala della Torre; si impadronisce del forte e fa impiccare gli uomini della guarnigione. All'avvicinarsi della cavalleria nemica, si ritira e rientra in Barberia.

Anno: 1574 Luglio Agosto

Si presenta al largo di Tunisi con Sinan Pascià (il rinnegato Scipione Cicala) alla testa di molte galee, 30 galeotte e 40 vascelli, in totale circa 5000 marinai e 40000/60000 soldati, tra mori, giannizzeri, arabi e beduini. A fine agosto, cede la fortezza di La Goletta dopo cinque settimane di assedio: vengono massacrati quasi tutti i difensori; sono lasciati vivi soltanto il comandante, Pietro Portocarrero, gli ufficiali e coloro che possono procurare un buon riscatto. Cadono nelle sue mani 300 pezzi di artiglieria.

Anno: 1574 Settembre

A metà mese, cade anche il forte di Tunisi (con la cattura di Gabrio Serbelloni e dei principali capitani) e l'Occhiali può rientrare nella città. Fra gli ottomani si contano dai 25000 ai 33000 morti tra turchi e mori. Don Giovanni d'Austria non interviene con la sua flotta dalla Sicilia in soccorso dei difensori di Tunisi.

segue »

Meteo e mare

Commenti

La voce dei cittadini e dei visitatori

» Leggi tutti i commenti

» Contattaci